LE
ISOLE DELLA SERENITA'
di Serena e Andrea
INFORMAZIONI UTILI SUL
NOSTRO VIAGGIO
Viaggio fai da te
VOLI AEREI
Korean Air http://www.koreanair.com
SPOSTAMENTI TRA LE ISOLE
Awesome Adventures Fiji http://www.awesomefiji.com
Island Hoppers Fiji http://www.helicopters.com.fj
ALLOGGI
A Nadi: Sheraton Fiji Resort (località Denarau Marina) e
Mocambo Hotel entrambi prenotati su www.expedia.it
A Waya Island: Octopus Resort www.octopusresort.com
A Nanuya Balavu: Mantaray Island Resort www.mantarayisland.com
A Nanuyalailai Island: Nanuya Island Resort www.nanuyafiji.com
A Matamanoa Island: Matamanoa Island Resort www.matamanoa.com
Seoul: Doulos Hotel www.douloshotel.com e Hyatt Regency
Incheon http://incheon.regency.hyatt.com/hyatt/hotels/index.jsp
I miei racconti sono sempre un concentrato di emozioni,
non riesco mai a fare un diario di viaggio e appuntare
giorno dopo giorno quello che avviene, ma solo al ritorno
riporto su una pagina bianca quello che un viaggio mi
lascia.
Le Fiji mi hanno donato nuove scoperte: ogni viaggio per
me è un arricchimento interiore. Cè chi scopre se
stesso nella religione, chi nel lavoro o nellimpegni
sociali
io scopro sempre una nuova parte di me in
viaggio.
Alle Fiji ho scoperto un mare nuovo, fatto di
colori indescrivibili, di pesci mai visti, di suoni mai
sentiti ed ho avuto conferma del mio amore per il mondo
marino. Forse vi sembreranno frasi buttate lì ma vi
assicuro che anche questo viaggio può donare qualcosa.
Non è solo mare, ma un angolo di Terra dove la cultura
dei mari del sud si unisce ad una natura spettacolare.
Queste isole sono lontane da noi ventidue ore di volo;
non posso dire che non mi siano pesate, ma le rifarei
ancora ed ancora pur di tornare alle Fiji.
Il primo impatto con queste isole è stato a Nadi,
sullIsola di Viti Levu (quella principale e più
grande): sembrava di essere catapultati in India! Avevamo
letto che gli indiani sono emigrati in massa in queste
isole e che le attività commerciali sono nelle loro mani,
ma mai pensavamo che si notasse così tanto. Subito salta
agli occhi la differenza fra, appunto, gli indiani che
abitano qua e i veri fijani: i primi un po
invadenti e pronti a tutto pur di vendere,
agitati e forse anche meno sorridenti, i secondi molto
più sereni, con il sorriso (vero e sincero) sulle labbra,
il BULA sempre pronto (tipico saluto fijano) e nascosti
nella folla dei nuovi abitanti
dellisola.
Da Nadi, dopo una sosta di una notte, siamo partiti con
un catamarano per linizio dellavventura, il
quale ci ha fatto d taxi far le varie isole del gruppo
delle Yasawa. Lasciato il porto di buonora ci
dirigiamo verso il primo resort, lOctopus,
nellarcipelago delle Isole Yasawa.
WAYA ISLAND
OCTOPUS RESORT
4 7 agosto
Limpatto con la prima isola dove sarebbe iniziato
il nostro vero viaggio fatto di relax e belle nuotate, è
stato a dir poco mozzafiato! Il catamarano ci lascia
davanti allisola ma a debita distanza causa reef.
Vediamo arrivare le barchette del resort che ci
recuperano e mentre ci avviciniamo alla riva mi guardo
intorno: un mare cristallino, talmente trasparente che
riesci a vedere benissimo tutti i pesci che ci sono. In
lontananza invece vediamo i bure (bungalow) sulla
spiaggia circondati da una fitta vegetazione: palme,
ibiscus ecc ecc. Mi sono subito domandata se stavo
sognando! Da questa isola a tutte le altre, ogni volta
che toccheremo terra ci accoglieranno un gruppo di fijani
che canta delle tipiche canzoni locali di benvenuto (se
devo essere sincera la prima volta mi è piaciuto molto
ma poi non ci facevo più caso!).
Laccoglienza è stata ottima, aperitivo di
benvenuto e spiegazione di tutti i servizi (io non li
seguivo più, volevo solo andare nel nostro bure e
mettermi in costume per poi tuffarmi in quel mare!).
Poi, finalmente, eccoci nel nostro bure sulla spiaggia:
tetto in foglie di palma, soffitto con tronchi di albero
e, ciliegina sulla torta, bagno allaperto!!!!!
Tutte le sere mentre facevo la doccia era troppo bello
guardare il cielo pieno di stelle. E poi fiori da ogni
parte, ogni giorno dopo le pulizie trovavamo fiori di
ibiscus sul letto, sui mobili, nel bagno e questo è
stato così in tutti i resort dove siamo stati.
Le giornate passano tra snorkeling, bagni rilassanti,
qualche nuotata in piscina, aperitivi da godersi
sullamacha e delle belle camminate. Lisola è
molto grande e facendo un piccolo sentiero che porta
sulla cima della montagna si arriva in un punto in cui si
può ammirare tutta lisola. Uno spettacolo unico!
Noi abbiamo deciso di continuare nel sentiero arrivando
fino al villaggio che si trovava nella parte opposta del
nostro resort. Durante il cammino ci siamo imbattuti
nella fattoria del villaggio: siamo stati
accolti da maialini e mucche e dopo da tante persone
sorridenti che ci chiedevano di bere una birra con loro!
Abbiamo approfittato dellospitalità per camminare
fra le capanne del villaggio e devo dire che è stato un
momento particolare. Queste persone abitano su isole
paradisiache, i turisti pagano cifre abbastanza alte per
assaporarle qualche giorno e loro, sono poveri: vivono in
capanne, hanno vestiti rimediati dai turisti, la maggior
parte vivono di sussistenza (escluso coloro che lavorano
nei resort, ma sono pochi). Solo nellisola
principale di Viti Levu cè un miglior tenore di
vita, ma ci dicevano che gli indiani hanno il monopolio
su tutte le attività commerciali e per loro non può
esserci concorrenza; <<siamo troppo buoni>>
ci ha detto un fijano, <<e ci facciamo sfruttare
dagli indiani>>. A noi effettivamente ci è
sembrato proprio così. La loro curiosità per
lItalia è tantissima. Il turismo alle Fiji è
quasi esclusivamente australiano e neozelandese, quindi
per loro incontrare persone che vengono dallEuropa,
dallaltra parte del mondo, è motivo di curiosità,
voglia di sapere e conoscere. Le domande sono state tante,
peccato che linglese parlato dai fijani delle volte
sia proprio incomprensibile, quindi il discorso non
filava liscio come poteva essere. Ma diciamoci la verità,
un viaggiatore deve saper arrangiarsi anche quando si
trova a instaurare un dialogo con persone che parlano
lingue sconosciute, e noi italiani siamo bravi in questo,
quindi alla fine ci siamo capiti persino con
lanziano del villaggio, il quale più che parlare,
farfugliava.
La visita al villaggio si è conclusa con la messa
domenicale con canti gospel e con un abbraccio con quelle
persone che hanno condiviso con noi un pizzico della loro
vita. Ci siamo incamminato verso il nostro bure e in
qualche minuto ci siamo trovati in un altro mondo (siamo
sicuri che sia il migliore?).
LOctopus è un resort molto carino, si mangia bene
ed ha una spiaggia con sabbia dorata e molto lunga.
Votazione (da 1 a 10 massimo voto)
Resort: 8
Bure: 8
Personale Resort: 7
Spiaggia: 8
Barriera Corallina: 7
NANUYA BALAVU
MANTARAI ISLAND RESORT
7 12 agosto
Con Awasome ci trasferiamo al nostro secondo resort,
quello un po più alla mano, frequentato
soprattutto da Backpackers. Ci stiamo avvicinando
allisola e da lontano sentiamo già le voci fijane
che intonano la canzone di benvenuto. Scendiamo solo in
quattro, e veniamo subito portati a vedere i nostri bure.
Limpatto è davvero positivo, i bure sono immersi
nel verde, sono su palafitte di legno con una bella
terrazza ma
il nostro non doveva essere fronte mare?
Infatti la ragazza fijana si era sbagliata e ci aveva
portato nel bure dellaltra coppia Confused .
Riprendiamo il nostro zaino e via verso il j-bure che ci
avevano dato. Che dire, siamo proprio a 10 passi
dallacqua (letteralmente), il terrazzo è grande,
il bure essenziale ma molto pulito. La prima cosa che
faccio è sdraiarmi sul letto con la porta aperta: quella
vista è impagabile, non riesco neanche a descrivere la
stupenda sensazione nel trovarsi quasi nellacqua
dal proprio letto, ammirare quel mare con tonalità del
blu intenso e poi un gran silenzio fotografo .
Lunico rumore erano le onde del mare e gli uccelli
che sostavano sulle palme vicine. La nostra posizione era
distanziata dagli altri bure, quindi avevamo molta
privacy.
Al Mantaray la barriera corallina è ancora più bella
dellOctopus. Anche qua passiamo gran parte della
giornata dentro lacqua, fin quando ci troviamo
proprio davanti agli occhi un bellissimo esemplare di
squalo di barriera pinna bianca. Era la prima volta in
vita mia che me lo trovavo faccia a faccia durante una
semplice nuotata con maschere e pinne, gli altri incontri
durante i nostri viaggi, erano con le guide e andavamo in
luoghi appositi per avvistarli. Nei giorni successivi gli
incontri sono aumentati per quanto riguarda gli squali:
grigio di barriera, squalo leopardo e martello. Per non
parlare di tutti gli altri tipi di pesce! Razze, murene,
pesci volanti, stelle marine blu a non finire, pesci
pagliaccio e tanti altri di cui sinceramente non conosco
il nome.
Purtroppo la nota stonata di questa isole era il cibo!!!!!
Il cuoco era un indiano (tanto per cambiare) il quale non
si sforzava un attimo nellevitare di mettere il
cumino e il rafano (che odio!) in qualsiasi piatto
cucinasse. Tutto aveva lo stesso sapore, per fino i dolci
(quando cerano!). Ogni sera quando portavano le
cose al buffet, io e Andrea ci guardavamo sconsolati:
aperta la porta della cucina arrivava sempre lo stesso
odore. La notte mi sognavo il cumino e il rafano che mi
sommergevano, sentivo questi odori da ogni parte, le mie
papille gustative erano ko .
Anche su questisola abbiamo avuto loccasione
di fare delle belle camminate: la mattina, durante la
bassa marea (da notare che le Fiji sono soggette a bassa
e alta marea molto evidenti), si poteva passare sugli
scogli e andare fino alla parte opposta dellisola
ma non riuscivamo a farla tutta perchè era proprio una
bella camminata.
Indimenticabile è stata lescursione che portava a
vedere le mante: pensavamo di non vederne (la stagione
non è quella giusta) ed invece una vela è
apparsa sotto i nostri occhi. Mamma mia come sono grandi!!!!!!
Sembrano così leggere e delicate ed invece sono l'opposto.
In questo resort abbiamo avuto loccasione di fare
la nostra prima Cerimonia della Kava, i cui effetti sono
molto particolari. Ecco di cosa si tratta
CERIMONIA DELLA KAVA
<<Quali siano le sue origini la kava è stata usata
nelle cerimonie dei popoli dellOceania per migliaia
danni. Ci sono fondamentalmente tre cerimonie con
la kava: la cerimonia completa, che viene praticata in
tutte le occasioni importanti; quella che viene praticata
quando si incontrano gli anziani del villaggio, i capi e
i nobili, e quando vengono in visita i capi e dignitari;
il circolo della kava, meno formale, che si pratica negli
incontri sociali.
Il rito completo della kava, che è riservato ai
visitatori più onorati, prevede che tutti gli ospiti
salgano su una piattaforma. La cerimonia inizia con
larrivo di un gruppo di giovani in abito da
cerimonia, che portano una coppa della bevanda di kava e
gli utensili necessari. La coppa è posta fra i
preparatori della kava e i visitatori. La kava è versata
in una tazza da una persona scelta in modo particolare,
che poi si gira, si pone di fronte ai visitatori e porge
la bevanda al più importante degli ospiti.
Allospite si spiega che deve bere tenendo la tazza
con le due mani. Se tutta la tazza viene bevuta senza
interruzioni tutti dicono "a maca" (pronuncia:
a maha) che significa "è vuota" e applaudono
per tre volte con le mani a coppa. Allora la persona che
tiene la tazza torna alla coppa della kava e serve la
persona che segue per rango e importanza.
Le persone importanti che visitano Tonga, le Fiji e le
altre isole dellOceania partecipano ancora alle
cerinionie con la kava.
Anticamente si usava masticare la radice di kava e poi,
dopo aver immerso le parti masticate in un recipiente
contenente latte di cocco, bere il succo derivante. Oggi
si usano radici tritate e macinate preparate sotto forma
di bevanda. Ma la forma che garantisce il più alto
contenuto dei principi attivi della radice è
lestratto secco titolato e standardizzato in
kavalattoni.>>
EFFETTI DELLA KAVA
<<Le persone che consumano kava segnalano dì
provare dopo aver bevuto, un piacevole senso di
tranquillità e di socievolezza. I rapporti soggettivi
degli scienziati che hanno provato personalmente la kava
sono piuttosto numerosi. Uno dei primi studi scientifici
sulla kava è stato effettuato dal farmacologo Louis
Lewin nel 1886. Una descrizione più tarda, scritta nel
1927, è riportata nel libro Kava, the Pacifie Drug (Kava,
la droga del Pacifico), Yale University Press, New Haven,
1992.
"Quando la misura non è troppo forte il soggetto
raggiunge uno stato di piacevole noncuranza, di benessere
e di contentezza, privo di eccitazione fisica o
psicologica. Già allinizio la conversazione scorre
in modo agevole e calmo, vista e udito si affinano e sono
in grado di percepire sottili sfumature di suono e
visione. La kava addolcisce il carattere. Quelli che
bevono non diventano mai irritati, sgradevoli, litigiosi
o rumorosi, come succede con lalcol. Sia i nativi
che i bianchi considerano la kava come un mezzo per
addolcire lo sconforto morale. Chi la beve rimane padrone
della sua consapevolezza e della ragione."
Una descrizione più recente è fornita dal ricercatore R.J.
Gregory, che descrive la propria esperienza diretta.
"La kava afferra la mente; è qualcosa che cambia
nel processo con cui linformazione entra, viene
ritrovata o conduce allazione. Il pensiero è
certamente modificato dallesperienza della kava, ma
non al modo della caffeina, dellalcool. Io direi
che ho sperimentato un cambiamento da un modo di pensiero
lineare a un senso più ampio dellessere e della
felicità di esistere. La memoria era potenziata, e si
desiderava fortemente una limitazione dei dati percettivi,
specialmente per i disturbi provocati dalla luce, dal
movimento, dal rumore, ecc. Pace e quiete erano molto
importanti per mantenere il senso interiore della
serenità. I miei sensi sembrano più fini del solito".
Bere un mezzo guscio di cocco (100 - 150 ml ) di certe
varietà di kava basta a indurre in molte persone un
sonno pesante e senza incubi in una mezzora. Diversamente
dallalcool e da altri sedativi, la kava non produce
sgradevoli "cerchi alla testa" al mattino. Le
persone che hanno bevuto kava si svegliano in pieno
possesso delle loro capacità fisiche e mentali.
I costituenti attivi più importanti del kava sono i
Kavalattoni.>>
Ed io aggiungo: a me ha fatto solo sentire la lingua come
anestetizzata, forse ne ho bevuta poca!? Very Happy
Cinque giorni al Mantaray sono passati velocemente (non
per lo stomaco). Prima di riprendere il catamarano che ci
avrebbe portato al nord dellarcipelago delle Yasawa
(allisola di Nanuyalailai) Andrea ha fatto una
bella chiacchierata con un fijano che ha lavorato per 7
anni con due italiani che con la loro barca a vela
facevano servizio charter alle Fiji e sapete cosa abbiamo
scoperto da lui? Che litaliano è molto simile al
fijano !!! Question
Resort: 6
Bure: 7
Personale Resort: 7
Spiaggia: 6,5
Barriera Corallina: 8
NANUYALAILAI
NANUYA ISLAND RESORT
12 15 agosto
Ci dirigiamo allestremo nord dellarcipelago
delle Isole Yasawa, verso lisola di Nanuyalailai,
una delle ultime del gruppo. Durante il tragitto abbiamo
modo di ammirare molte isole e di fare quattro
chiacchiere con alcuni spagnoli che provenivano da
Kiribati (e noi naturalmente cosa pensiamo sentendo i
loro racconti di questa isola poco frequentata dai
turisti e poco conosciuta? <<Potrebbe essere una
meta papabile>>).
In circa tre ore arriviamo a destinazione e appena scesi
non crediamo ai nostri occhi: lisola è grande e la
spiaggia è talmente lunga da non vederne la fine! Questa
è la prima isola che troviamo con la sabbia bianca, le
altre lavevano dorata. Guardiamo allorizzonte
e ci rendiamo conto che questa isola è proprio quella
tipica da cartolina che raffigura le isole del Sud
Pacifico. La particolarità delle isole di questa zona è
che ci sono pochi turisti, di italiani per ora nessuna
traccia, quindi sembra quasi di essere gli unici al
resort dove alloggiamo. Veniamo accolti dal proprietario
(un americano) che molto gentilmente ci spiega quello che
cè da fare. La chiacchierata finisce velocemente
perché la particolarità di questo resort è la sua
tranquillità: niente animazione (per fortuna!), ma solo
riservatezza per gli ospiti. I bure sono in tutto solo
otto: 4 fronte mare e 4 sugli alberi; noi avevamo preso
proprio quello sullalbero. Lesperienza è
stata incredibilmente piacevole perché affacciarsi al
terrazzino e trovarsi sospesi su un albero è molto
divertente. Ogni volta che siamo entrati nei bure ho
sempre pregato che ci fossero un bel po di gechi,
gli unici che riescono a togliere di mezzo gli scarafaggi!
Essendo su delle isole è normale che ci siano. Non vi
preoccupate, non sono quelli di fogna come siamo abituati
a vedere, ma scarafaggi che abitano lisole, stanno
nellerba. Ad ogni modo vederli fa un po
effetto perché sono giganteschi!!! La Lonely Planet
avvisava dei lati negativi delle Fiji: gli scarafaggi
giganti e le zanzare che ti massacrano! Delle seconde
neanche lombra, dei primi
diciamo che li
abbiamo visti e sentiti zampettare di notte! Laughing
Durante il pranzo e prima di andare alla scoperta
dellisola, scopriamo che un gruppo di fotografi e
giornalisti della BBC (per un totale di circa 6 persone),
sono in questo resort per girare un documentario per il
canale di Sky, Nationl Geographic. Ammettiamo che qualche
oretta labbiamo passata a guardare i loro
preparativi per effettuare le immersioni con tutta
lattrezzatura (roba da urlo!) in più siamo
riusciti a scroccare la connessione wireless con il
palmare, non più criptata proprio per rendere il loro
lavoro più semplice (ogni volta che rientravano
spedivano il materiale recuperato via internet alla sede
centrale).
Il resort è bellissimo, immerso nella natura, con divani
fra palme e ibiscus
Nei pochi giorni che abbiamo sostato nellisola,
abbiamo effettuato unescursione particolare: siamo
andati allisola dove hanno girato il vecchio film
Laguna Blu, per la precisione visita alle grotte
sottacqua. Unesperienza che ripeterei solo in
parte!!!!! Con unora di barchetta arriviamo a
questisola, molto bella e selvaggia, ricordo bene
di averla vista tante volte nel film (da piccola lo avrò
guardato una decina di volte!). Sinceramente credevo che
la visita alla grotte fosse semplice ed invece ci
troviamo a dover superare una prova non da poco,
soprattutto per me che soffro un po di
claustrofobia: scendiamo in queste grotte dove ad un
certo punto arriviamo in una zona dove siamo obbligati ad
entrare in acqua; sopra di noi vediamo il cielo ma
lacqua è nera, nera, non si vede niente Sorpreso
Ci mettiamo maschere e boccaglio ed ecco che ci viene
spiegato come entrare nelle varie grotte: in pratica
dobbiamo trattenere il respiro, andare sotto lacqua
e passare da una fessura stretta e bassa per poi sbucare
dallaltra parte (in pratica siamo guidati dalla
luce della guida che ci indica la strada da percorrere),
dove ci aspetta una nuova grotta.
Cosa?????? Shocked Volete che io mi infili in un buco che
non so quanto è lungo, senza avere idea di quanto tempo
devo trattenere il respiro e dove non si vede una mazza?
Già sono ciecata senza occhiali, figuriamoci senza
occhiali e con maschera nel buio della grotta!!!
Lacqua è freddissima ed in più ci sono degli
animaletti strani che ti si appiccicano addosso e ti
mordicchiano. Me ne sono tolti tantissimi, veramente
noiosi perché si infilavano anche in parti
nascoste
Vergogna
Mi sono rifiutata ed ho preferito esplorare altro mentre
Andrea si è buttato in questa esperienza. Molte persone
si sono bloccate, alcune per un motivo semplice: non
riuscivano a passare dal buco sotto lacqua perché
veramente stretto!
Comunque lisola vale loretta di barca.
Al rientro ci siamo spaparanzati al sole per scaldarci
dopo unora passata in acqua gelida!!!
Questi giorni passano velocemente, conosciamo americani,
inglesi e francesi che sostano in questa insenatura con
la loro barca a vela, infatti questa zona è
frequentatissima da velisti che fanno il giro del mondo
con le proprie barche, le loro esperienze sono racconti
che non smetteresti di ascoltare e Andrea si convince
ancora di più che prima o poi anche noi realizzeremo
questo nostro sogno!
Per la prima volta in vita mia mi trovo davanti agli
occhi i pipistrelli volpe: pelosissimi e molto grandi!!
Ti volano sopra la testa, così bassi che quasi sentivi l'aria
mossa dal loro sbattere di ali/zampe, chiamatele come vi
pare ridere
Il giorno che partiamo da questa isola con noi si
imbarcano anche quelli della BBC e mentre facciamo rotta
verso Nadi dove sosteremo una notte prima di ripartire
per lultima isola nelle Mamanuca, notiamo una barca
a vela con targa e due ragazzi sopra
ci pensiamo un
attimo e subito ricordiamo che le targhe alle barche sono
obbligatorie solo in Italia, quindi sono due ragazzi
italiani che stanno facendo il giro del mondo in barca a
vela!!! Purtroppo non abbiamo potuto fare due chiacchiere
con loro (Andrea avrebbe voluto domandare tante cose
tecniche e pratiche per lavventura che stanno
facendo) ma siamo stati felici di vedere che anche noi
italiani ci imbattiamo in queste avventure.
Ci aspettano ben cinque ore di catamarano per arrivare a
Nadi, con macchina fotografica e telecamera alla mano
immortaliamo questo bellissimo arcipelago che non
sappiamo se mai rivedremo nella nostra vita.
Resort: 10
Bure: 8
Personale Resort: 10
Spiaggia: 10
Barriera Corallina: 6
MATAMANOA ISLAND (gruppo
della Mamanuca) MATAMANOA RESORT
16-23 AGOSTO
Dopo aver passato dei giorni veramente piacevoli al
Nanuya resort, torniamo a Nadi, anzi, per la precisione a
Denarau Marina, dove sosteremo per una notte, questa
volta allo Sheraton. In questo hotel sembra di essere in
una piccola cittadina, ci sono tantissimi negozi, tre
piscine, sei ristoranti ed è immerso in un palmeto. La
camera è molto bella, con un bagno veramente troppo
grande e specchi da ogni parte. Ok lo, so che voi
penserete certe cose Laughing ma è scioccante entrare al
bagno di prima mattina e vedersi rispecchiata in ogni
angolo Shocked
però peccato che ci staremo solo
una notte Very Happy
Dopo una cena veloce facciamo un giretto fra i negozi ed
io mi catapulto in quello di Cartier
naturalmente
solo per guardare!!! Piange
La mattina seguente alle nove in punto ci vengono a
prendere per portarci in mezzo ad un campo (s', proprio
in mezzo ad un campo) per aspettare lelicottero che
ci avrebbe trasportato velocemente al Matamanoa Resort.
Rimaniamo circa dieci minuti ad aspettarlo e per lennesima
volta ne approfittiamo per fare due chiacchiere con il
fijano che ci era venuto a prendere (anzi, lindano!).
Era molto incuriosito dallItalia, ed era pure
convinto che il nostro paese fosse quello dei balocchi (magari!).
E rimasto sconcertato quando lo abbiamo messo al
corrente di come vanno, più o meno, le cose, sembrava
quasi gli fosse caduto un mito
ci siamo sentiti un
po in colpa.
Ma ecco che in lontananza sentiamo arrivare
lelicottero. Per me è la prima volta, ammetto di
essere emozionata e più di una volta, prima di salire,
mi sono detta <<ma chi me lo ha fatto fare di
prenotare lelicottero!>> Sorpreso .
Il rumore è assordante. Il fijano/indiano va a prenderci
le cuffie che metteremo prima di salire, poi
sullelicottero avremo quelle professionali Very
Happy Il pilota, un australiano molto professionale,
capisce dalla mia faccia che non ero mai salita su un
elicottero e mi accoglie con qualche frase di benvenuto
che io non ho assolutamente capito Question un po
perché ero agitata e poi, da solita sfigata della
situazione, non mi funzionavano bene le cuffie quindi non
sentivo la sua voce ma arrivava solo un brusio!! Che
delusione, mi sono persa le spiegazioni di quello che
vedevamo mentre Andrea sentiva tutto!!! Lui mi guardava
ed io facevo cenno di si con la testa, davo lok con
il pollice tanto per farlo contento.
Andrea era posizionato davanti, accanto al pilota, io ero
dietro.
Ecco che partiamo
sale in verticale
oh mamma ho
le vertigini e con la manovra successiva (un bella virata
a sinistra con partenza a razzo) la testa mi girava da
morire Shocked . Credo che se mi avessero filmato, il
video sarebbe stata una comica. Però ragazzi, bastano
due minuti perché inizi a godere di questa bellissima
prima esperienza in elicottero: quella è laltezza
giusta per ammirare la barriera corallina, vedere banchi
di sabbia affioranti e guardare verso lorizzonte.
Siamo arrivati a destinazione dopo 20 minuti circa, giro
panoramico delle isole (che pilota gentile) e discesa su
un piccolissimo molo di legno. Ma come, è già finito????
Ora che ci avevo preso gusto, mannaggia! Lingua
Veniamo accompagnati nel nostro bure sulla spiaggia e
rimaniamo sbalorditi per quanto è grande!
Questisola è molto diversa da quelle viste fino ad
ora alle Fiji: molto piccola e con sabbia bianchissima,
mentre le altre erano grandi e con sabbia bella dorata.
Gli arcipelaghi delle Yasawa e Mamanuca si differenziano
proprio in questo: le prime più grandi e selvagge adatte
a dei veri backpackers, le seconde molto più piccole,
con resort più lussuosi e gettonate dalle coppie in
viaggio di nozze spedite qua dalle agenzie.
Siamo veramente contenti di passare lultima
settimana qua, un po coccolati e con qualche
comodità in più. In questisola ritroviamo per la
prima volta, degli italiani. La maggior parte sono stati
sbattuti qua dalle agenzie di viaggio che scopriamo gli
hanno fatto fare itinerari a dir poco assurdi! Primo
perché la maggior parte faceva scalo a Los Angeles
quando passando dallAsia è molto più breve la
tratta, secondo per le cifre che abbiamo sentito hanno
pagato. In pratica noi, prenotando il resort tramite
unagenzia di Nadi, abbiamo speso meno della metà!
Non vi dico le facce che hanno fatto sapendo quanto
pagavamo al giorno per i loro stessi servizi
poveri.
Comunque, questisola ha una barriera corallina
spettacolare, di tipo a giardino e non a coni come
avevamo trovato fino ad ora. Ormai sono convinta che il
bello delle Fiji stia per la moggior parte sotto
lacqua, vi assicuro che basta una maschera per
trovarsi in un mondo indescrivibile per la bellezza.
Di solito io e Andrea la mattina ci spostavamo in una
zona dellisola dove nessun andava, lì lacqua
era particolarmente bella, e la temperatura leggermente
più calda confronto alla zona davanti al bure. Soli
soletti ci godevamo questo angolo di paradiso con alle
nostre spalle lisola di Cast Away ormai
ribattezzata così dopo che ci hanno girato il film con
Tom Hanks.
Il fatto che in questo resort ci fossero degli italiani
è come se avesse dato fine al nostro viaggio, non
perchè non volevamo avere a che fare con gli italiani (anche
se ammetto che alcuni "tipi" erano i classici
italiani cacionari ) ma per il fatto che sentivamo
parlare la nostra lingua, che non praticavamo ormai da un
pò.
Alcuni di questi italiani erano persone che intendono il
viaggio proprio come lo intendiamo noi e la sera ci
trovavamo a bere un aperitivo davanti a dei bellissimi
tramonti, seduti davanti al bure a chiacchierare di
quanto è bello scoprire il mondo e le sue diversità.
Questa settimana al Matamanoa ci ha regalato ancora
attimi indimenticabili, magari meno "avventurosi"
e con più comodità, ma rimarranno nel nostro cuore.
E' stata una forte emozione salire sul catamarano e
salutare queste isole. Il magone alla gola, la solita
canzone cantata dai fijani per il saluto ci dava un'emozione
diversa dalle altre volte, questa sarebbe stata l'ultima
volta che la sentivamo. La ciliegina sulla torta è stato
l'incontro con i delfini durante il tragitto che ci
divideva da Nadi. Il capitano è venuto via dalla sua
postazione e fra tutta le gente che c'era sopra (una
ventina di persone) è venuto proprio da noi a dirci di
guardare sotto che eravamo affiancati dai delfini. Questi
hanno iniziato a fare dei salti incredibili, fotografarli
e riprenderli era veramente difficili visto che ora
sbucavano qua dopo erano da tutt'altra parte! Che bello
vederli giocare fra di loro
Alle 18 arriviamo a Nadi, prendiamo un taxi e torniamo
all'ormai conosciuto Mocambo Hotel. Con noi ci sono altri
due ragazzi italiani che casualmente alloggiano nello
stesso hotel (erano anche al Matamanoa e avevano fatto il
passaggio in catamarano con noi). Ceniamo insieme, ultimi
commenti e risate, alle 23 tutti a letto perchè l'indomani
ci aspetta un bel volo di 11 ore, destinazione SEOUL.
|